Aliquote e requisiti di conformità IVA in Irlanda

Aliquote IVA in Irlanda

Come Stato membro dell'Unione europea, l'Irlanda segue le norme UE in materia di conformità all'imposta sul valore aggiunto (IVA). L'IVA in Irlanda è amministrata dall'agenzia delle entrate e delle dogane irlandese, Revenue Commissioners, spesso indicata semplicemente con Revenue.

 

L'aliquota IVA standard in Irlanda è del 23%. A determinate merci e servizi si applicano aliquote ridotte e l'aliquota zero.

Aliquota

Tipo

Beni o servizi interessati

23%

Standard

La maggior parte dei beni e servizi

13,5%

Ridotta

Settore ricettivo e determinati servizi (ad es. servizi alberghieri, alcune attività culturali/di intrattenimento)

9%

Ridotta

Determinati servizi e attrazioni turistiche, alcuni giornali/editori la possono applicare temporaneamente in presenza di specifici regimi di agevolazione

0%

Zero

Esportazioni di merci, cessioni intracomunitarie di beni a clienti registrati ai fini IVA, trasporti internazionali, determinate cessioni di beni per navi/aeromobili operanti su rotte internazionali

Le aziende registrate ai fini IVA in Irlanda devono applicare l'aliquota IVA corretta sulle cessioni imponibili e versare l'imposta al Revenue presentando dichiarazioni IVA periodiche.

Esenzioni IVA in Irlanda

Alcune cessioni sono esenti IVA in Irlanda. Rientrano in questa categoria alcuni servizi finanziari, la maggior parte dei servizi sanitari e assistenziali, i servizi di istruzione e formazione, le assicurazioni e specifiche attività di beneficenza/senza scopo di lucro. Le cessioni esenti non generano IVA a debito e generalmente non consentono il recupero dell'IVA a credito.

Requisiti di registrazione IVA in Irlanda

Le aziende che svolgono attività imponibili in Irlanda devono disporre di una partita IVA. Le imprese nazionali sono tenute a registrarsi se il loro fatturato annuo derivante da operazioni imponibili supera le soglie previste dalla normativa:

 

  • 85.000 euro per forniture di merci
  • 42.500 euro per le prestazioni di servizi

 

Le imprese estere che effettuano cessioni imponibili in Irlanda, normalmente devono registrarsi ai fini IVA fin dalla prima cessione imponibile. Non è prevista una soglia di fatturato specifica per i non residenti.

 

Per le cessioni transfrontaliere B2C di servizi digitali, di telecomunicazione e di trasmissione, si applica la soglia di 10.000 euro del regime OSS dell'UE sul totale delle vendite effettuate in Unione europea. Superata tale soglia, l'IVA in Irlanda deve essere addebitata direttamente (in alternativa, il fornitore può optare per il regime OSS).

 

Maggiori informazioni sulla registrazione ai fini IVA in Irlanda.

Requisiti per le dichiarazioni IVA in Irlanda

Le aziende registrate ai fini IVA in Irlanda devono presentare dichiarazioni IVA periodiche. La frequenza di presentazione dipende dal fatturato:

 

  • Mensile: aziende con fatturato annuo superiore alla soglia stabilita dal Revenue (ad es. superiore a circa 1,725 milioni di euro)
  • Bimestrale: imprese con fatturato inferiore a 1,725 milioni di euro

 

Le dichiarazioni riguardano l'IVA a debito sulle vendite e l'IVA a credito recuperabile sugli acquisti. Oltre alle normali dichiarazioni, le aziende potrebbero anche dover presentare:

 

  • Elenchi riepilogativi delle cessioni intracomunitarie (Elenchi riepilogativi delle vendite UE)
  • Dichiarazioni Intrastat (per scambi intracomunitari di merci per gli importi superiori alle soglie definite)

 

Tutte le dichiarazioni vengono inviate elettronicamente tramite il Revenue Online Service (ROS) o il portale del Revenue.

 

Maggiori informazioni sulle dichiarazioni IVA in Irlanda.

Stoccaggio di merci e operazioni in conto deposito (consignment)

Le aziende straniere che hanno merci in deposito in Irlanda devono valutare la registrazione ai fini IVA, se tali merci sono destinate alla vendita.

 

A differenza di alcuni stati dell'UE, l'Irlanda non ha un regime specifico di esenzione per gli stock "a chiamata" (call-off) e "in conto deposito" (consignment); detenere giacenze di magazzino in Irlanda per la successiva vendita comporta di solito obblighi di registrazione ai fini IVA.

 

Le importazioni da paesi extra-UE possono comportare l'obbligo di registrazione ai fini IVA, indipendentemente dalla modalità.

Differimento dell'IVA all'importazione in Irlanda

L'Irlanda consente agli importatori che rispondono a specifici requisiti di differire l'IVA all'importazione in base a determinati regimi, il che significa che l'IVA dovuta in dogana può essere dichiarata e contabilizzata nella dichiarazione IVA periodica anziché essere versata alla frontiera. Per utilizzare l'agevolazione del differimento, un'azienda deve di norma essere registrata ai fini IVA in Irlanda.

IVA sui servizi digitali in Irlanda

Le aziende straniere che forniscono servizi digitali (telecomunicazioni, trasmissioni, servizi erogati per via telematica) ai consumatori irlandesi devono applicare l'IVA irlandese una volta superata la soglia B2C di 10.000 euro a livello comunitario, a meno che non scelgano di utilizzare il regime OSS (One-Stop Shop).

 

  • Di norma si applica l'aliquota IVA standard (23%).
  • Le aziende devono effettuare la registrazione IVA in Irlanda (oppure aderire al regime OSS) a seconda della tipologia delle cessioni transfrontaliere effettuate.

Meccanismi di recupero dell'IVA in Irlanda

Le aziende UE possono richiedere il rimborso dell'IVA irlandese tramite la procedura di rimborso IVA dell'UE attraverso la propria autorità fiscale nazionale. La scadenza è generalmente il 30 settembre dell'anno successivo.

 

Le aziende extra-UE possono richiedere il rimborso dell'IVA versata in Irlanda tramite la procedura di rimborso per soggetti extra-UE, a condizione che soddisfino i requisiti di idoneità e documentali, generalmente al 30 giugno dell'anno successivo alla spesa sostenuta.

 

Alcune aziende estere che operano esclusivamente con inversione contabile possono beneficiare di procedure semplificate per il rimborso o il recupero dell'imposta.

Autorizzazione 13A per le esportazioni in Irlanda

L'Irlanda prevede un'agevolazione IVA per gli esportatori idonei ai sensi della Sezione 56 della legge VAT Consolidation Act 2010, comunemente nota come "autorizzazione 13A" per le esportazioni.

 

Il regime consente alle aziende che rispondono ai requisiti di acquistare merci e servizi con IVA allo 0%, incluse le importazioni, invece di pagare l'IVA in anticipo e richiederne il rimborso in seguito. Il suo scopo è eliminare l'onere di liquidità dell'IVA per le aziende attive principalmente nell'export.

 

Le aziende possono rientrare nel regime se almeno il 75% del fatturato annuo proviene da:

 

  • Esportazioni di merci al di fuori dell'Unione europea
  • Cessioni intracomunitarie di beni ad aliquota zero
  • Determinati lavori su commessa internazionale che soddisfano i requisiti di idoneità

 

Possono presentare domanda sia le aziende con sede in Irlanda che quelle non residenti registrate ai fini IVA.

 

Una volta autorizzata dal Revenue Commissioners, l'azienda riceve un certificato ai sensi della Sezione 56 (spesso ancora chiamato certificato 13A/13B) da presentare ai fornitori. Gli acquisti e le importazioni idonei sono fatturati con IVA allo 0%, eliminando così la necessità di rimborsi IVA.

 

L'agevolazione non si applica a determinati costi sostenuti, fra cui autoveicoli per trasporto passeggeri, benzina e alcuni carburanti, alimentari, bevande e servizi alberghieri (con limitate eccezioni).

 

L'autorizzazione è in fase di revisione da parte del Revenue Commissioners. Le aziende devono mantenere il requisito del 75% del fatturato e rispettare i normali obblighi vigenti in Irlanda in materia di dichiarazione IVA, fatturazione e tenuta dei registri.

La dichiarazione Intrastat in Irlanda

Le dichiarazioni Intrastat servono a monitorare lo scambio di merci all'interno dell'UE. Le aziende registrate ai fini IVA in Irlanda devono presentare le dichiarazioni Intrastat se superano le soglie annuali stabilite dal Revenue. Le soglie e la frequenza di presentazione vengono aggiornate periodicamente dal Revenue; se superate, la rendicontazione è mensile.

 

Le dichiarazioni includono codici merceologici, valori e dati dei partner commerciali e vengono inviate tramite il portale del Revenue Commissioners.

Elenchi riepilogativi delle cessioni intracomunitarie in Irlanda

L'Irlanda richiede la presentazione di elenchi riepilogativi delle cessioni intracomunitarie di beni e di alcuni servizi a clienti registrati ai fini IVA in altri Stati membri dell'UE. Anche se non si sono verificate vendite, potrebbe essere comunque richiesta la presentazione di dichiarazioni "a valore zero".

 

Tra le informazioni da inserire vi sono le seguenti:

 

  • Numero di identificazione IVA del cliente
  • Valore totale delle merci o dei servizi forniti
  • Tipo di transazione

 

Questi elenchi devono essere presentati telematicamente sul portale Revenue Commissioners.

Conformità alle regole di fatturazione e di esigibilità IVA

Le aziende devono emettere fatture conformi alla normativa sull'IVA complete di:

 

  • Dati del fornitore e del cliente
  • Partita IVA
  • Descrizione delle merci e/o dei servizi
  • Aliquota/e e importo IVA 

 

Regole di esigibilità:

 

  • Merci: il momento impositivo sorge alla consegna delle merci o all'emissione della fattura (a seconda di quale evento si verifica per primo)
  • Servizi: il momento impositivo sorge al completamento del servizio o all'emissione della fattura, a seconda di quale evento si verifica per primo.
  • Importazioni: l'IVA è dovuta al momento dello sdoganamento, a meno che l'operazione non rientri in un regime di differimento. 

 

Le aziende devono conservare i registri IVA per almeno sei anni. Le dichiarazioni e i versamenti IVA sono generalmente dovuti entro il 15 del mese successivo al periodo di riferimento.

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