Le aziende che operano all'estero spesso sostengono l'IVA estera sulle fatture. Tali aziende non possono recuperare questa IVA tramite le proprie dichiarazioni nazionali. Ad esempio, un'azienda spagnola che riceve fatture alberghiere per il personale in visita in Germania non può recuperare l'IVA tedesca tramite la propria dichiarazione IVA spagnola. Il recupero dell'IVA è il processo di rimborso di tale IVA estera.

Quale IVA è possibile recuperare

  • Ogni paese applica le proprie regole su ciò che è possibile recuperare dall'estero. Tali costi generalmente includono:
 
  • Hotel e alloggio
  • Ristoranti
  • Telefonia
  • Costi di partecipazione a mostre, eventi e conferenze
  • Costi di marketing e promozione
  • Carburante (gasolio/benzina)
  • Pedaggi stradali
  • Noleggio auto
  • Acquisti di attrezzature e utensili
  • Alcune spese professionali

 

Le regole variano enormemente da un paese all'altro. Di seguito è disponibile un riepilogo scaricabile per i principali paesi europei.

Come è possibile recuperare l'IVA

Dall'inizio del 2010, nell'ambito del "Pacchetto IVA" dell'UE è in vigore un nuovo sistema per il recupero dell'IVA estera da parte delle aziende. Ciò richiede la registrazione presso le autorità fiscali locali su un "portale elettronico", al fine di presentare un'unica richiesta per tutti i paesi.

 

Questa è una procedura complessa che può creare confusione:

  • Le richieste hanno spesso successo solo se sono semplici e richiedono un tempo di revisione limitato da parte delle autorità straniere.
  • Se c'è una domanda o un intoppo sulla richiesta, molte autorità IVA possono essere decisamente riluttanti a trattare con le autorità fiscali dello stato d'origine del richiedente.

 

Le regole nei diversi paesi non sono uniformi per i rimborsi (vedi sopra) e cambiano frequentemente.

 

Ad esempio, nel Regno Unito i costi di rappresentanza per il personale sono deducibili, ma non ammessi per i clienti; in Francia, invece, è il contrario.

Aziende non europee

Il requisito essenziale è che lo stato d'origine della società extra-UE abbia un accordo reciproco sull'IVA. Alcuni paesi richiedono la presenza di un rappresentante fiscale prima di concedere rimborsi a società non europee, ad esempio la Francia. Inoltre, le richieste devono comunque essere presentate paese per paese, spesso richiedendo la conoscenza della lingua e delle procedure locali.

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