Aliquote IVA in Italia

Come Stato membro dell'Unione europea, l'Italia segue le regole UE in materia di conformità all'imposta sul valore aggiunto (IVA). Come gli altri Stati membri, anche l'Italia stabilisce una propria aliquota IVA standard, superiore alla soglia minima UE del 15%.


L'aliquota IVA standard in Italia è del 22%. Esistono anche aliquote IVA ridotte, pari al 10% e al 5%, e un'aliquota super-ridotta del 4%. L'aliquota del 4% si applica ai beni essenziali come generi alimentari di base, libri, giornali e alcune forniture mediche.


Le aziende registrate ai fini IVA in Italia devono applicare l'aliquota IVA corretta sulle merci o sui servizi forniti e versare l'imposta riscossa all'autorità fiscale italiana, l'Agenzia delle Entrate, presentando dichiarazioni IVA periodiche.

Aliquota

Tipo

Beni e servizi interessati

22%

Standard

La maggior parte dei beni e servizi

10%

Ridotta

Acqua, generi alimentari, trasporto passeggeri, hotel, ristoranti, eventi culturali/sportivi, lavori di ristrutturazione, prodotti agricoli, energia (escluso il teleriscaldamento), servizi di smaltimento rifiuti

5%

Ridotta

Alcuni prodotti alimentari, servizi sociali, trasporto passeggeri e, dal 2025, vendita di opere d'arte (in attesa di ratifica)

4%

Super-ridotta

Canoni TV, libri (ISBN), giornali, e-book, ausili medici per disabili, prima casa, prodotti agricoli ammissibili

0%

Zero

Trasporti intracomunitari e internazionali

Requisiti di conformità IVA in Italia

Un ristretto numero di soggetti, tra cui organizzazioni non profit, enti religiosi e istituzioni pubbliche, e determinati eventi come le fiere sono esenti IVA. Le aziende che operano con questi soggetti devono verificare il regime IVA applicabile.

Acquisti esenti da imposta

I soggetti residenti fuori dall'UE possono ottenere il rimborso dell'IVA sugli acquisti, a condizione che siano rispettate le soglie minime di spesa. A partire dal 1° febbraio 2024, in Italia tale soglia è stata abbassata da 154,95 € a 70,01 €.

Requisiti di registrazione ai fini IVA

In Italia è obbligatorio possedere una partita IVA valida per l'esercizio di una qualsiasi attività commerciale, professionale o agricola, sia per i residenti che per i non residenti.


Non esiste una soglia interna di registrazione IVA: qualsiasi operazione imponibile richiede l'iscrizione ai fini IVA.


Per le operazioni transfrontaliere B2C di beni e i servizi si applica la soglia di 10.000 euro prevista dal regime One-Stop Shop a livello europeo, che disciplina la registrazione nell’ambito del regime OSS.


Per maggiori informazioni sulla registrazione ai fini IVA in Italia, visita la nostra pagina Registrazione ai fini IVA in Italia.

Requisiti per le dichiarazioni IVA

Le aziende registrate ai fini IVA in Italia sono tenute a presentare dichiarazioni IVA periodiche con dettagli sull'IVA addebitata sulle vendite e l'IVA pagata sugli acquisti. Le dichiarazioni vengono generalmente presentate trimestralmente o mensilmente, in base al fatturato del contribuente. Le aziende con un fatturato annuo superiore a 700.000 euro per i beni o 400.000 euro per i servizi devono obbligatoriamente presentare dichiarazioni mensili.


Oltre alle normali dichiarazioni IVA, le aziende devono presentare anche dichiarazioni IVA annuali e potrebbero essere soggette all'Esterometro per le operazioni transfrontaliere e le dichiarazioni Intrastat per gli scambi all'interno dell'UE. Tutte le dichiarazioni devono essere presentate per via telematica all'Agenzia delle Entrate tramite le piattaforme digitali istituzionali.


Per maggiori informazioni sulle dichiarazioni IVA in Italia, visita la nostra pagina Dichiarazioni IVA in Italia.

Merci in conto deposito (consignment stock) e a chiamata (call-off stock)

I soggetti esteri che immagazzinano merci in Italia senza avere una stabile organizzazione nel paese potrebbero doversi registrare ai fini IVA per dichiarare arrivi/importazioni e successive vendite locali.


  • Call-off stock (a chiamata): se le merci sono detenuti sotto il controllo di un solo cliente italiano per la successiva vendita, i fornitori esteri potrebbero non essere obbligati alla registrazione ai fini IVA in Italia. Il sistema si basa su un accordo formale di magazzino, sul trasferimento di proprietà entro un anno e che al momento della spedizione le partite IVA di entrambe le parti siano note.

  • Consignment stock (in conto vendita): quando le merci sono immagazzinate sotto il controllo di una società estera per più clienti, il fornitore deve registrarsi ai fini IVA in Italia. Potrebbero essere applicabili anche le regole dell'inversione contabile nazionale.

  • Per le merci importate da paesi extra-UE, potrebbe essere richiesta la registrazione ai fini IVA indipendentemente dalle modalità di stoccaggio, a causa degli obblighi dichiarativi in dogana.

Meccanismi di recupero dell'IVA

Come le aziende possono ottenere il rimborso dell'IVA in Italia:


  • Aziende UE: utilizzare il sistema previsto dall'8a Direttiva, presentando le richieste di rimborso tramite il portale dell'amministrazione fiscale del proprio paese. La scadenza è il 30 settembre dell'anno successivo alla data della fattura.

  • Aziende extra-UE: utilizzare la 13a Direttiva, che richiede un accordo di reciprocità. Le aziende statunitensi, ad esempio, generalmente non possono recuperare l'IVA a meno che non esista un accordo di reciprocità. Le richieste devono essere presentate entro il 30 giugno dell'anno successivo con i documenti giustificativi e tramite un rappresentante fiscale.


In alcuni casi, le aziende con sede nell'Unione europea non registrate ai fini IVA possono recuperare l'IVA invocando l'articolo 38-bis2, a condizione che effettuino solo operazioni di inversione contabile e che non abbiano una stabile organizzazione nel paese.

Dichiarazioni Intrastat in Italia

L'Italia utilizza le dichiarazioni Intrastat per monitorare la circolazione di merci e alcuni servizi tra l'Italia e gli altri Stati membri dell'UE. Questi dichiarazioni assicurano la corretta contabilizzazione dell'IVA nelle transazioni fra paesi. Le dichiarazioni Intrastat devono essere presentate dalle aziende con partita IVA italiana, sia residenti che non residenti.


Quando è necessario presentare il modello Intrastat?


L'Intrastat è richiesto quando merci o servizi imponibili attraversano i confini italiani all'interno dell'UE:


  • Arrivi: merci o servizi ricevuti da un altro paese UE

  • Spedizioni: merci o servizi inviati a un altro paese UE


Nota: le importazioni da paesi extra-UE e le esportazioni verso paesi extra-UE non richiedono la dichiarazione Intrastat.


Soglie Intrastat italiane

Tipo

Soglia annuale

Frequenza

Merci ricevute

200.000 euro

Mensilmente

Merci spedite

Fino a 50.000 euro

Trimestralmente

Merci spedite

Oltre 50.000 euro

Mensilmente

Non ci sono soglie per la dichiarazione degli acquisti (arrivi): devono essere dichiarati tutti.


Cosa inserire nel modulo Intrastat?


Utilizzare il Modulo INTRA 1, inserendo:


  • Partita IVA del cliente

  • Valore delle merci/dei servizi

  • Paese di origine/destinazione

  • Tipo di prodotto/servizio utilizzando i codici di classificazione UE


Requisito di approvazione


Le società estere devono prima ottenere l'approvazione scritta dalle autorità fiscali italiane per essere inserite nell'"Archivio dei soggetti autorizzati a effettuare operazioni intracomunitarie”.


Si tratta di un processo diverso dall'ottenimento di un numero di partita IVA.


Scadenze di presentazione


I modelli Intrastat devono essere generalmente inviati entro il 15 del mese successivo al periodo di riferimento. La dichiarazione è mensile o trimestrale, a seconda del volume degli scambi.

Elenchi riepilogativi Intrastat in Italia

A differenza di molti paesi UE, l'Italia non richiede la trasmissione di elenchi riepilogativi delle cessioni intracomunitarie (ESL). Tutte le informazioni richieste sono già incluse nelle dichiarazioni Intrastat e nelle comunicazioni delle transazioni di importo elevato. Questo semplifica il processo di conformità, evitando alle aziende di dover presentare più volte le stesse informazioni.

Conformità alle regole di fatturazione ed esigibilità IVA

Le aziende registrate devono rispettare requisiti specifici in materia di fatturazione, tenuta dei registri e comunicazione:


  • Utilizzare fatture conformi ai requisiti IVA con tutti i dati obbligatori.
  • La fatturazione elettronica e la comunicazione digitale in tempo reale sono obbligatorie secondo la proposta normativa ViDA (IVA nell’era digitale) dell'UE da marzo–aprile 2025.
  • Tenuta dei registri IVA (contabilità).
  • Applicazione delle regole corrette di determinazione del momento impositivo:
    • Merci: l'IVA diviene esigibile al trasferimento del titolo o all'inizio del trasporto.
    • Servizi: generalmente l'IVA diviene esigibile al momento del pagamento anticipato, dell'emissione della fattura o del completamento del servizio.
    • Immobili: alla firma del contratto di trasferimento del titolo.
    • Importazioni: all'arrivo della merce o alla cessazione del regime di sospensione dei dazi.
  • I rimborsi sono ammessi mediante emissione di nota di credito; le conversioni in valuta estera vanno effettuate al tasso ufficiale approvato.
  • Le dichiarazioni e i pagamenti IVA sono dovuti dal giorno successivo alla chiusura del periodo di riferimento fino alla scadenza legale.

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