Fondata nel 1976, Acer è oggi una delle principali aziende ICT a livello mondiale. Con lo sguardo rivolto al futuro, Acer si impegna a favorire un ecosistema in cui hardware, software e servizi convergono, aprendo nuove possibilità per clienti privati e imprese.
Con attività commerciali in oltre 90 paesi dell'area EMEA, il reparto fiscale di questa multinazionale è chiamato a gestire un contesto particolarmente complesso.
Posky Idnani, Responsabile fiscale per l'area EMEA di Acer, afferma: "Il nostro reparto fiscale è da sempre in prima linea nell'affrontare un panorama in continua evoluzione. La conformità fiscale è al centro di tutte le nostre attività. In particolare, l'evoluzione del business e-commerce richiede una gestione dell'IVA rapida e precisa.”
L'ottimizzazione dell'IVA nella supply chain è una scienza complessa che coinvolge ogni aspetto delle interazioni dell'azienda con i fornitori, in particolare quando i componenti attraversano le frontiere durante il processo produttivo.
Come spiega Posky, "Ottimizzare la catena IVA significa migliorare la liquidità disponibile e mettere in atto i processi corretti con la nostra rete di fornitori aziendali, per renderle la gestione dell'IVA più efficiente. L'obiettivo è evitare di pagare l'IVA che non può essere recuperata o riaddebitata ai clienti, come nel caso dell'importazione di componenti."
“Strutturare la supply chain nel modo più vantaggioso per sé e per i propri clienti significa assicurarsi che tutti gli accordi contrattuali contengano le clausole corrette per rendere il processo più efficiente dal punto di vista dell'IVA”, continua. “Questo apre uno scenario di grande complessità, perché l'IVA segue sempre i movimenti delle merci, mentre per i servizi si considerano gli accordi di fatturazione e il soggetto destinatario della fattura, che seguono regole IVA diverse. Il quadro è estremamente articolato e coinvolge la movimentazione, le regole relative al luogo di fornitura, i criteri di uso e fruizione e, soprattutto, la gestione delle tempistiche.